LEGAMBIENTE e i dati sull’INQUINAMENTO DELL’ARIA

Considerazioni e proposte

Il 2015 è stato un anno pessimo per i polmoni dei cittadini, specie per le categorie più deboli, anziani e bambini; la pericolosità delle polveri sottili per la salute dei cittadini è, infatti, accertata ormai da tempo dalle nostre autorità sanitarie e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La situazione sembra essere tornata indietro di alcuni anni e tutte le città della nostra provincia dotate di centraline di rilevamento, sono pericolosamente vicine, come media per il PM10, ai limiti previsti dalla normativa con il superamento nella città di Pavia; ancora  più preoccupante è la situazione per il PM2,5 che viene superato a Sannazzaro de Burgundi. 

Leggete il testo completo nel comunicato stampa allegato.

Utilizzo fanghi in agricoltura

COMUNICATO STAMPA

del Coordinamento dei Circoli Legambiente della provincia di Pavia

Utilizzo fanghi in agricoltura: opportunità e pericoli

LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE

Da tempo in Provincia di Pavia ad altre preoccupazioni per l’inquinamento ambientale si è aggiunta per l’opinione pubblica quella della distribuzione di fanghi nei terreni a uso agricolo.

La pratica in sé trovava motivazioni interessanti e positive in termini di arricchimento dei suoli agricoli in sostanza organica ed elementi nutritivi, ma si temono:

· carenze/inadempimenti nelle attività di controllo,

· lacune nella definizione dei criteri per effettuarli,

· possibili rischi di questa pratica in termini di contaminazione e degradazione delle risorse, in particolare del suolo,

· possibile presenza nei fanghi di sostanze inquinanti non considerate nel D.lgs. 99/92.

Nella nostra provincia poi pesa un’alta concentrazione di ditte che trattano fanghi, un’alta percentuale di fanghi distribuiti sul territorio e quanto evidenziato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che con il provvedimento n. 25302 del 3 febbraio 2015 ha sanzionato alcune ditte operanti in provincia con una multa di 4.691.208 €, per aver “posto in essere un’intesa orizzontale restrittiva della concorrenza avente ad oggetto il coordinamento del proprio comportamento competitivo in occasione della partecipazione ad un ampio numero di procedure concorsuali pubbliche per l’affidamento del servizio di smaltimento dei fanghi civili e la ripartizione dei relativi volumi a gara su un significativo arco temporale”

Su questi temi vorremmo, come Legambiente, mettere di nuovo attorno ad un tavolo (la prima volta è stata nel 2012 https://legambientepv.wordpress.com/lab-idee/fanghi-in-agricoltura/), in un convegno, addetti ai lavori, istituzioni, rappresentanti Arpa/ASL, associazioni, comitati e cittadini per approfondire l’argomento.

L’appuntamento è previsto per fine gennaio inizio febbraio.

Come associazione, infatti, crediamo che oltre ad alcune necessarie modifiche normative, parte dei problemi potrebbero essere risolti con una concertazione seria e scientifica che veda attraverso un’adeguata “trasparenza” l’impegno delle Istituzioni (Regione, Provincia e Comuni), delle Società che producono fanghi, delle Associazioni Agricole e degli Enti di Controllo (Arpa e ASL), accompagnato da un’adeguata partecipazione dei cittadini.

Info Renato Bertoglio 3351024674

Scheda tecnica con le proposte della Legambiente

Avanziamo come Legambiente alcune proposte che a nostro avviso potrebbero avere ripercussioni positive e risolvere in gran parte i problemi che preoccupano i cittadini.

1 – SICUREZZA, specie dei fanghi di depurazione

In Lombardia la delibera 2031/14 disciplina l’utilizzo dei fanghi in agricoltura in ottemperanza alle normative nazionali ed europee.

In tale delibera sono indicate le tipologie di prodotti e rifiuti (Codici CER) ammessi al trattamento per il successivo utilizzo in agricoltura, oltre ai parametri e valori per:

· ritenere ammissibili in accettazione fanghi/prodotti/rifiuti;

· ritenere i fanghi idonei all’utilizzo in agricoltura;

· ritenere i terreni idonei allo spandimento dei fanghi

PER UNA MAGGIORE SICUREZZA SULLA COMPOSIZIONE DEI FANGHI, LEGAMBIENTE PROPONE DI ELIMINARE ALCUNI CODICI CER ad esempio:

1. CER 07 – Rifiuti dei processi chimici organici;

2. CER 10 – Rifiuti prodotti da processi termici;

ma anche i Fanghi cosiddetti gessi, particolare tipologia trattata di fanghi che crea diffusi problemi di disagio olfattivo

2 – BUONE PRATICHE AGRICOLE per gli spandimenti dei fanghi sui terreni

Parte dei disagi, specie legati all’inquinamento olfattivo, sono causati da pratiche di spandimento non rigorose e non orientate da buone pratiche agricole.

PER RIDURRE I DISAGI, SPECIE LEGATI ALL’INQUINAMENTO OLFATTIVO, PROPONIAMO LA RIGOROSA APPLICAZIONE, DA PARTE DI TUTTI I SOGGETTI CHE SPANDONO FANGHI NEI TERRENI, DEI PROTOCOLLI DI SPANDIMENTO CONTENUTI NELL’ACCORDO del 2012 tra ditte e Provincia

3- MAGGIORI CONTROLLI, sia sui fanghi che sui terreni

Uno degli aspetti che più preoccupano i cittadini sono l’esiguo numero di controlli sui fanghi che vengono sparsi, sui terreni oggetto di spandimenti e infine sugli effetti di potenziale accumulo d’inquinanti nei terreni oggetto di spandimenti. E’ quindi necessario aumentare il numero di controlli e prevedere campagne di analisi sui terreni per verificarne le condizioni attraverso una mappatura digitalizzata, informatizzata e resa pubblica attraverso il sito della Provincia di Pavia.

LEGAMBIENTE Chiede quindi:

· Che le norme regionali prevedano, a carico delle ditte produttrici, una quota dei costi per effettuarei controlli necessari;

· Che si sviluppi un’adeguata ricerca con Ispra per individuare i codici CER che possano causare problemi di inquinamento/accumulo e gli elementi che non presenti nelle attuali norme vanno ricercati nelle analisi da effettuare

· CHE LE SOCIETA’ CHE PRODUCONO FANGHI, in attesa delle norme richieste, DESTININO da subito FONDI AGLI ENTI PREPOSTI PER INTENSIFICARE CONTROLLI “Indipendenti” Su FANGHI E TERRENI;

· PREVEDERE UN AGGIORNAMENTO della ricerca del 2004 SULLA QUALITA’ DEI TERRENI DELLA PROVINCIA DI PAVIA PRESTANDO PARTICOLARE ATTENZIONE AI POTENZIALI FENOMENI DI ACCUMULO D’INQUINANTI NEI TERRENI;

· PREVEDERE UNA INTERRUZIONE DELL’UTILIZZO DEI FANGHI SU UNO STESSO TERRENO DOPO IL SUO UTILIZZO PER UN CERTO NUMERO DI ANNI;

· PREVEDERE SANZIONI PER PRATICHE DI SPAndIMENTO NON CORRETTE;

· STOP AD AMPLIAMENTI O NUOVI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI FANGHI IN PROVINCIA e criteri più adeguati per distanze da centri abitati e rete ecologica.

· individuare nell’aggiornamento delle norme opportune ed adeguate forme di partecipazione di associazioni, comitati e cittadini ai processi di controllo e verifica delle attività.

Rifiuti in provincia di Pavia – PIU’ RACCOLTA DIFFERENZIATA E MENO INCENERITORI

Legambiente scrive alle Istituzioni e avanza una proposta

Siamo a un momento decisivo; la Provincia di Pavia, ultima provincia lombarda in tema di raccolta differenziata e prima per inceneritori attivi, deve redarre il nuovo Piano Rifiuti Provinciale.

Per Legambiente è l’occasione per recuperare il tempo sprecato e portare la Provincia di Pavia a livelli di modernità e di rispetto delle normative, regionali, nazionali ed europee.

Il modello che si deve affermare anche nel nostro territorio deve prevedere: Differenziata Spinta, Riciclaggio/Recupero dei materiali raccolti separatamente, BASTA discariche, avvio di un processo di GRADUALE DISMISSIONE degli inceneritorie loro sostituzioni con nuovi impianti innovativi (impianti TMB – trattamenti meccanici -biologici quali le fabbriche /officine dei materiali, produzione di CSS (combustibile solido secondario) e impianti di recupero dell’organico tramite compostaggio e7o processi di digestione anaerobica con recupero di energia dal biogas o produzione di biometano per autotrazione.

Noi contiamo molto che il Nuovo Piano Rifiuti Provinciale apra una fase nuova e diventi uno strumento molto “concreto” e “partecipato” con i Sindaci dei Comuni, le aziende e i cittadini.

Intanto Legambiente ha scritto alle Istituzioni, Regione, Provincia e Comuni sede di inceneritori, chiedendo di attivare, così come già attuato con l’inceneritore di Cremona, un Tavolo Tecnico, presenti Regione, Provincia, Comuni di Parona e Corteolona, Arpa Lombardia e ASL Pavia, per esaminare la situazione in tema Rifiuti nel nostro territorio e valutare le possibili alternative agli inceneritori.

Nessuna azione di penalizzazzione delle aziende ma una richiesta di sostituire gli inceneritori con nuovi impianti più moderni, innovativi e meno inquinanti.

In allegato la lettera di Legambiente alle Istituzioni e la Delibera Regionale di Istituzione del Tavolo Tecnico per l’inceneritore di Cremona

LEGAMBIENTE PROVINCIA DI PAVIA Gianluigi Vecchi
LEGAMBIENTE PAVESE Renato Bertoglio
LEGAMBIENTE LOMELLINA Gianfranco Bernardinello

Info: gianluigi vecchi 348 8231528

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Climate change 2013

la traduzione italiana del report IPCC è finalmente disponibile online! Lo stato dell’arte della ricerca sul clima a livello globale. Leggi e scarica il file pdf (circa 11 MB).

WORKSHOP ARIA

LABORATORIO
D’IDEE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA DI PAVIA


Comunicato Stampa


Che Aria respiriamo
in Provincia di Pavia?


Esiste un problema diossina in particolare in Lomellina?


Legambiente Provincia di Pavia e Comitato dei Cittadini di Parona per la Salute e l’Ambiente organizzano un Workshop su Qualità dell’Aria e Rischio Diossina che si terrà Venerdì 14 marzo alle ore 21 alla Sala San Martino in Tours in Corso Garibaldi 69 a Pavia.


Il Convegno si aprirà con due relazioni scientifiche; una di carattere ambientale e abbiamo chiesto l’intervento ai responsabili ARPA della Provincia di Pavia e ad esperti del tema e uno di carattere sanitario e abbiamo chiesto l’intervento a Paolo Crosignani della Fondazione Irccs Istituto dei Tumori, Milano e Membro del Comitato scientifico della International Society of the Doctors for the Environment (Isde). La serata si concluderà con una Tavola Rotonda sul tema, con l’Assessore Provinciale all’Ambiente Michele Bozzano (che ha già confermato la presenza) e i consiglieri regionali Angelo Ciocca (in attesa di conferma), Mario Melazzini (in attesa di conferma) Iolanda Nanni (confermato) e Giuseppe Villani (confermato).


A tutti i relatori è stato inviato il Dossier a cura dei promotori con schede tecniche sulla qualità dell’aria e sulla possibile presenza di diossina.


Lo scopo dell’iniziativa è quello di affrontare, in modo scientifico e senza allarmismi, temi ambientali rilevanti, quali la qualità dell’aria e il rischio diossina e le ripercussioni sulla salute e sulla qualità della vita di tutti.


Da dati in nostro possesso sulla qualità dell’Aria in Provincia di Pavia, registriamo un miglioramento della situazione ma anche disfunzioni nel sistema di rilevamento e soprattutto incongruenze
nell’individuazione delle aree critiche (in particolare l’esclusione di zone in Lomellina come quelle di Parona-Mortara-Vigevano e l’area della Raffineria di San Nazzaro).


Più difficile e più delicato ancora il problema della possibile presenza di Diossina nel territorio che ciclicamente trova spazio nei media ma in mancanza di dati certi e di indagini serie.


Abbiamo scelto quindi la via dell’approccio scientifico ai problemi ambientali e soprattutto la via del confronto con i soggetti Istituzionali preposti per avere una fotografia veritiera della realtà territoriale e per impostare politiche ambientali efficaci non più rinviabili.


In allegato il Dossier preparato dai promotori ed una pubblicazione della Regione Lombardia sull’argomento.



Info:
Gianluigi Vecchi 348 8231528
Riccardo Orlandi 347 9455087

DOSSIER LEGAMBIENTE – Le bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?

28 Gen 2014 – DOSSIER LEGAMBIENTE

Le bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà? Ieri è stato presentato il Dossier sulle Bonifiche; vi è un aggiornamento importante sulla bonifica del sito di interesse nazionale della ex Fibronit di Broni.
Centomila ettari di territorio avvelenato da rifiuti industriali di ogni tipo.
Cinquantasette siti di interesse nazionale da bonificare individuati negli ultimi 15 anni, poi ridotti a trentanove. Caratterizzazioni e analisi effettuate in modo a volte esagerato e inefficace, progetti di risanamento che tardano ad arrivare e bonifiche completate praticamente assenti, a parte qualche piccolissima eccezione. Il Ministero dell’ambiente arranca nel gestire decine di conferenze dei servizi in parallelo per valutare i progetti e i responsabili dell’inquinamento, pubblici e privati, ne approfittano per spalmare su più anni gli investimenti sulle bonifiche. Nel frattempo sono sempre più numerose le inchieste della magistratura sulle false bonifiche e sui traffici illegali dei rifiuti derivanti dalle attività di risanamento che troppo spesso vengono spostati da una parte all’altra del Paese.
Ed è sempre più concreto il rischio di infiltrazione delle ecomafie nel business del risanamento ambientale. Insomma una situazione davvero imbarazzante che torniamo a denunciare a quasi nove anni di distanza da “La chimera delle bonifiche”, il precedente dossier di Legambiente su questo tema che forniva un quadro non troppo distante da quello che emerge da questo nuovo rapporto.

Leggi il dossier completo.

Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC)

10 Gen 2014 – Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC)
la Giunta Regionale ha adottato il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC), redatto sulla base di quanto disposto dalla L.R. 7/2009 “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica” Il piano viene ora inviato alla Commissione Consiliare “Territorio e infrastrutture”, perchè esprima il parere di competenza, come stabilito dalla stessa L.R. 7/2009.
Il PRMC comprende:

  • il Documento di Piano;
  • la Rete ciclabile regionale (Allegato 1).

Inoltre, per ciascuno dei 17 Percorsi Ciclabili di Interesse Regionale:

  • la Scheda descrittiva (Allegato 2);
  • l’Itinerario di riferimento per la definizione del percorso, in scala 1:50.000 (Allegato 3)

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Insieme al PRMC, la Giunta ha dato atto della Dichiarazione di Sintesi, documento che illustra l’evoluzione del Piano nel corso della procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), alla quale è stato sottoposto.
Vai alla pagina con gli allegati e il testo completo.