DDL ECOREATI: OK COMMISSIONE SENATO

Ecoreati, la legge a pochi passi dalla meta

Stefano Ciafani Vicepresidente Legambiente

L’iter della legge che introduce i reati ambientali nel Codice penale fa un altro importante passo in avanti. Le commissioni riunite Ambiente e Giustizia del Senato hanno finalmente licenziato il testo, modificando quello già approvato alla Camera ormai un anno fa. Ora la parola passa all’Aula di Palazzo Madama e l’auspicio è che l’esame del provvedimento sia calendarizzato al più presto dalla conferenza dei capigruppo e dalla presidenza del Senato, subito dopo l’elezione del Presidente della Repubblica.

Il testo frutto del lavoro delle commissioni nelle ultime settimane ha accolto molte delle proposte emendative presentate da Legambiente. Proporremo ancora alcuni aggiustamenti ai senatori, nella consapevolezza che già con questa formulazione avremmo finalmente nel nostro ordinamento quattro nuovi delitti ambientali nel Codice penale, in grado di scongiurare i casi di impunità che hanno purtroppo funestato la cronaca giudiziaria degli ultimi decenni.

Per citare solo alcuni dei progressi fatti, rileviamo che il testo non subordina, come faceva invece quello approvato alla Camera, la contestazione dei reati di inquinamento e di disastro ambientale alla “violazione di specifiche disposizioni legislative” (locuzione ora sostituita con la formula più corretta di “abusivamente”). Altra importante modifica apportata riguarda la possibilità di contestare il cosiddetto delitto di “disastro innominato” per i procedimenti giudiziari in corso.

Tra le ulteriori migliorie che proponiamo invece ai senatori, una riguarda la necessità, per contestare l’inquinamento ambientale, di accertare la compromissione o il deterioramento «durevoli dello stato preesistente», formulazione a nostro avviso passibile di interpretazioni che rischiano di svilire la portata sanzionatoria. La riflessione, poi, va estesa anche ad una eccessiva estensione della non punibilità per i reati colposi per chi mette in campo operazioni di risanamento e bonifica e anche ai tempi di prescrizione, già ampliati rispetto alla situazione attuale ma sui quali si può fare ancora un passo in avanti.

Assieme alle tante sigle che hanno sottoscritto l’appello di Legambiente e Libera, vigileremo per evitare tentativi di stravolgimento del testo in Aula e per chiedere al Senato di concordare le (poche) modifiche da apportare con i gruppi parlamentari della Camera, in modo che l’ulteriore passaggio a Montecitorio sia quello definitivo. Alla Montecitorio si dovrà prevedere anche la sede deliberante in Commissione per accorciare i tempi, evitando il passaggio in Aula.

Siamo all’ultimo chilometro di una estenuante maratona iniziata più di vent’anni fa con la presentazione del primo Rapporto Ecomafia di Legambiente. Per arrivare al traguardo velocemente chiediamo alle cittadine e ai cittadini di continuare a far sentire il fiato sul collo alle istituzioni sottoscrivendo l’appello “In nome del popolo inquinato” su www.change.org/legambiente-ecoreati.

Roma, 28 gennaio 2015

Ambiente: via libera da commissioni Senato a ddl ecoreati.
Legambiente: “Importante passo in avanti. Presidente del Senato e conferenza dei capigruppo calendarizzino al più presto il testo in Aula per la sua approvazione, prima dell’ultimo voto alla Camera”

“Dopo un anno di attesa finalmente è arrivato il via libera delle commissioni Ambiente e Giustizia del Senato sul disegno di legge sui reati ambientali. Il provvedimento licenziato è stato migliorato rispetto a quello approvato dalla Camera il 26 febbraio 2014, apportando diverse modifiche proposte dalla nostra associazione per renderlo ancor più incisivo. Proporremo ancora alcuni aggiustamenti in Aula ai senatori, ma siamo consapevoli che già con questa formulazione avremmo finalmente nel nostro ordinamento quattro nuovi delitti ambientali nel codice penale in grado di scongiurare i casi di impunità che hanno purtroppo funestato la cronaca giudiziaria degli ultimi decenni. Ora si proceda con urgenza alla sua approvazione a Palazzo Madama e per questo chiediamo al Presidente del Senato e alla conferenza dei capigruppo di calendarizzare in aula il testo, subito dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. Il Paese non può più attendere” dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente.

Legambiente, insieme a Libera e alle altre 23 associazioni che hanno sottoscritto l’appello “In nome del popolo inquinato”, continuerà a vigilare per evitare stravolgimenti del testo in Aula e per chiedere al Senato di concordare le poche modifiche da apportare con i gruppi parlamentari della Camera, in modo che l’ulteriore passaggio a Montecitorio sia quello definitivo. Alla Camera si dovrà prevedere anche la sede deliberante in Commissione per accorciare i tempi, evitando il passaggio in Aula.

Legambiente ricorda che ad oggi i delitti contro l’ambiente restano, di fatto, impuniti e chi inquina non paga per la mancanza nell’ordinamento italiano di una fattispecie di reato ad hoc. “Con l’inserimento nel codice penale dei delitti ambientali, in primis quelli di inquinamento e disastro, – aggiunge la Muroni – sarà possibile aiutare magistratura e forze dell’ordine ad assicurare alla giustizia i colpevoli ed evitare che nel nostro Paese si ripetano altri disastri e crimini ambientali com’è già successo nella Terra dei fuochi, nella Valle del Sacco, a Taranto, a Porto Marghera, a Bussi, a Casale Monferrato. E che non vi siano più casi di “giustizia negata”.

L’appello “In nome del popolo inquinato” si può sottoscrivere al seguente link: http://www.change.org/legambiente-ecoreati.

L’ufficio Stampa di Legambiente: 0686268353-76-99

DOSSIER LEGAMBIENTE – Le bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?

28 Gen 2014 – DOSSIER LEGAMBIENTE

Le bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà? Ieri è stato presentato il Dossier sulle Bonifiche; vi è un aggiornamento importante sulla bonifica del sito di interesse nazionale della ex Fibronit di Broni.
Centomila ettari di territorio avvelenato da rifiuti industriali di ogni tipo.
Cinquantasette siti di interesse nazionale da bonificare individuati negli ultimi 15 anni, poi ridotti a trentanove. Caratterizzazioni e analisi effettuate in modo a volte esagerato e inefficace, progetti di risanamento che tardano ad arrivare e bonifiche completate praticamente assenti, a parte qualche piccolissima eccezione. Il Ministero dell’ambiente arranca nel gestire decine di conferenze dei servizi in parallelo per valutare i progetti e i responsabili dell’inquinamento, pubblici e privati, ne approfittano per spalmare su più anni gli investimenti sulle bonifiche. Nel frattempo sono sempre più numerose le inchieste della magistratura sulle false bonifiche e sui traffici illegali dei rifiuti derivanti dalle attività di risanamento che troppo spesso vengono spostati da una parte all’altra del Paese.
Ed è sempre più concreto il rischio di infiltrazione delle ecomafie nel business del risanamento ambientale. Insomma una situazione davvero imbarazzante che torniamo a denunciare a quasi nove anni di distanza da “La chimera delle bonifiche”, il precedente dossier di Legambiente su questo tema che forniva un quadro non troppo distante da quello che emerge da questo nuovo rapporto.

Leggi il dossier completo.

Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti Amianto: situazione italiana

13/01/14 – AMIANTO
Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contenenti Amianto: situazione italiana. A questo link trovate gli atti del Convegno che si è tenuto presso l’ ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ – Aula Pocchiari – il 12 dicembre 2013. Potete scaricare i pdf del programma e delle 11 presentazioni.

Risoluzione del Parlamento europeo sull’amianto

Ecco la Risoluzione adottata dal Parlamento europeo sull’amianto.
Qui il link alla pagina originale.
Due parole sul valore legislativo di questa risoluzione; per avere più informazioni su come funziona il Parlamento europeo consultare il sito.

Diciamo però che gli atti legislativi e, in maniera più generale, le politiche dell’Unione sono il risultato delle decisioni prese dal triangolo istituzionale costituito dal Consiglio (che rappresenta i governi nazionali), dal Parlamento europeo (che rappresenta i popoli d’Europa) e dalla Commissione europea (organo indipendente dai governi e garante dell’interesse comune degli Europei).

* Il Consiglio dei ministri dell’Unione europea, che rappresenta gli Stati membri, è il principale organo decisionale dell’Unione. Quando si riunisce a livello di capi di Stato e di governo diventa il Consiglio europeo, il cui ruolo è quello di fornire all’UE l’impulso politico per le questioni fondamentali.
* Il Parlamento europeo, che rappresenta i popoli d’Europa, condivide il potere legislativo e di bilancio con il Consiglio dell’Unione europea.
* La Commissione europea, che rappresenta l’interesse comune dell’UE, è il principale organo esecutivo dell’Unione. Dispone del diritto di iniziativa e garantisce la corretta attuazione delle politiche europee.

La risoluzione, è un po’ una specie di ordine del giorno o di mozione di indirizzi che poi il Consiglio e la Commissione dovranno recepire e definire eventualmente trasformandola in direttiva vincolante per le Nazioni

NO A NUOVE DISCARICHE IN OLTREPO’

Gli articoli di stampa comparsi negli ultimi giorni con dichiarazioni di esponenti della Giunta Provinciale che parlano di localizzare una discarica per l’amianto in Oltrepò ci preoccupano molto. L’Oltrepò ha una grande emergenza ambientale; la bonifica dell’amianto alla ex Fibronit che ha causato, causa e causerà sofferenze alla popolazione non solo di Broni ma di tutto l’Oltrepò.
Leggi il comunicato stampa completo con le ragioni del NO!.

Legge Regionale Amianto

Passa in Consiglio Regionale la legge sull’amianto.
“Un passo avanti ma occorrono criteri stringenti per i siti di smaltimento”
La proposta di Legambiente: obbligo di certificazione amianto per tutti gli atti di vendita e affitto di immobili (come avviene già da anni in Francia n.d.r.).
Leggi il comunicato stampa di Legambiente, l’ordine del giorno, la proposta di emendamento ed il Progetto di legge.

Fibronit: ordinanza costituzione parti civili

Leggi l’Ordinanza del Giudice L. Perulli sulla costituzione delle parti civili.